Ecco, lo sapevo. Il ritorno è più difficile della partenza. Non è la prima volta che mi trovo nella situazione, quindi dovrei sapere come comportarmi. Eppure non è questione di atteggiamento giusto, ma di stati d'animo.
Il ritorno a casa è pieno di aspettative, carico di emozioni. All'estero il paese d'origine rimane sempre con te, è ciò che rappresenti e lo pensi in continuazione. Chi non lo ha mai visitato ti chiede incuriosito come sia, chi ci è stato ti racconta che impressione gli ha fatto... Chi ci è nato come te, ti capirà come nessun altro.
E' praticamente inevitabile che il proprio ritorno a casa venga caricato di desideri e aspettative.
Il problema è che quando ci si trova effettivamente a ritornare alla propria vita ci si accorge che è un ricominciare da capo, non un riprendere un discorso lasciato a metà.
Non sembra possibile tornare alle cose così come le si ha lasciate, perchè intanto queste sono cambiate. Gli amici raccontano storie che non conosci. Dettagli importanti sono stati tralasciati nei racconti e ti sorprendono, quando tutti già li considerano la normalità.
Forse quello che è cambiato non è tanto il mondo, ma sei tu. Anche in questo caso però si tratta di imparare da capo ad approcciarsi a ciò che ti circonda.
Il difficile è che la tua testa è ancora là. In Asia. Le cose viste, le persone incontrate sono nei tuoi pensieri. Cerchi ancora per strada volti tondi con occhi a mandorla, tra la folla, ma non li trovi. Non ci sono. Sono a chilometri di distanza in Manciuria, a Pechino, a Shanghai, a Hong Kong...
E nessuno qui li conosce, nessuno c'era.
Al loro posto vedi nasi aguzzi, lineamenti spigolosi. Sai che sei anche tu così, ma non puoi fare a meno di chiederti: "E noi davvero ci crediamo più belli?".
Per la prima volta riesci a capire come ci vedono loro.
I racconti non bastano, sono troppi e non si possono annoiare gli interlocutori troppo a lungo.
Bisogna anche fare domande, non solo parlare di se. Eppure la sensazione è di essere saturi, di non avere spazio per nuove informazioni. I racconti delle cose che hanno vissuto gli altri in questi mesi non ci stanno nella testa, sono di troppo.
La mente è troppo piena di cose avvenute in poco tempo e che devono ancora essere rielaborate.